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Stellantis Pomigliano E-Car: elettrica compatta dal 2028

Stellantis lancia il progetto E-Car: dal 2028 a Pomigliano nasce la nuova citycar elettrica europea accessibile. CEO Filosa rilancia il segmento sotto i 4 metri, sindacati cauti.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Stellantis Pomigliano E-Car: nuova citycar elettrica europea presentata da Stellantis per il 2028
Immagine generata con IA

Stellantis Pomigliano E-Car: la svolta industriale

L'annuncio è arrivato a sorpresa nella mattinata del 19 maggio 2026 e ha riaperto una partita che a Napoli sembrava chiusa da tempo. Stellantis Pomigliano E-Car è il nome di un progetto industriale che riassegna allo stabilimento campano la produzione di una nuova citycar 100% elettrica, accessibile e pensata per il mercato europeo. La partenza delle linee è fissata per il 2028 e segna il ritorno di Pomigliano d'Arco al ruolo di laboratorio della «mobilità per tutti», quello che negli anni del boom della Panda ha fatto di questa fabbrica un'icona industriale del Mezzogiorno.

La scelta sposta l'asse del piano italiano del gruppo lontano dal solo ibrido. Per anni, infatti, lo stabilimento aveva vissuto sulla rincorsa alla Panda, prima nelle versioni a benzina e poi nelle declinazioni ibride leggere; oggi Stellantis Pomigliano E-Car diventa il segno che il sito non è destinato a un lento esaurimento, ma a una riconversione completa al full electric. Il messaggio è stato diffuso anche a Bruxelles, dove la Commissione europea ha riconosciuto al progetto un valore strategico per l'occupazione del comparto auto.

Stellantis Pomigliano E-Car: catena di montaggio per nuova auto elettrica compatta europea
Le linee di Pomigliano d'Arco si preparano alla riconversione elettrica annunciata per il 2028. · Immagine generata con IA

Filosa e i quattro pilastri della E-Car

L'amministratore delegato del gruppo, Antonio Filosa, ha presentato il piano puntando sull'identità europea del prodotto. «La E-Car è un concetto che trova la sua sintonia naturale con il successo delle auto piccole, profondamente radicato nel DNA europeo di Stellantis. I nostri clienti chiedono il ritorno di vetture piccole, dallo stile distintivo, orgogliosamente prodotte in Europa, accessibili e rispettose dell'ambiente», ha dichiarato Filosa nel comunicato ufficiale del gruppo. La «E» del progetto, infatti, riassume quattro pilastri: Europea, Emozione, Elettrica ed Ecosostenibile.

Il veicolo nascerà sotto i 4,2 metri di lunghezza, con un prezzo d'attacco intorno ai 15 mila euro e una piattaforma dedicata, sviluppata insieme a partner selezionati per abbattere i costi delle tecnologie BEV. Tuttavia, il piano non riguarda un singolo modello: il gruppo ha confermato che la E-Car sarà declinata su più marchi del portafoglio, una strategia che permette di ammortizzare l'investimento e di tornare a presidiare un segmento, quello delle utilitarie sotto i 4 metri, in fortissima contrazione in Europa negli ultimi anni. Inoltre, lo schema ricalca quello che funzionò con la Panda: una piattaforma, più carrozzerie, una sola fabbrica madre.

Sindacati cauti su Stellantis Pomigliano E-Car

La reazione delle sigle metalmeccaniche è stata di cauto ottimismo. In una nota congiunta diffusa dopo l'incontro col management, Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e Aqcfr hanno scritto che la produzione della E-Car «a pieno regime dovrebbe consentire di raggiungere finalmente la piena occupazione di tutto il personale, che resta il nostro obiettivo fondamentale». Quindi, l'accoglienza al progetto industriale è positiva, perché interrompe la lunga stagione di cassa integrazione che ha pesato sui dipendenti di Pomigliano dal 2024 in poi.

Tuttavia, le critiche più dure arrivano dalla Fiom, che non considera chiusa la partita complessiva. «Non ci sentiamo rassicurati: non c'è ancora un programma reale per il futuro di Pomigliano», ha osservato il responsabile auto Fiom-Cgil Mario Di Costanzo, ricordando che lo stabilimento «raggiunge tutti gli obiettivi di performance in termini di produttività ed efficienza», ma resta esposto a un vuoto produttivo fino al 2028. Infatti, la Panda ibrida proseguirà a Pomigliano fino al 2029, mentre una nuova versione base della stessa Panda sarà costruita in Serbia a un prezzo intorno ai 15 mila euro, lo stesso target della futura E-Car europea. Di conseguenza, le rappresentanze sindacali chiedono garanzie scritte sui volumi e un piano organico per tutti gli stabilimenti italiani del gruppo, in particolare Mirafiori, Melfi e Cassino.

Veduta dello stabilimento Stellantis di Pomigliano d'Arco dedicato alla nuova E-Car
Lo stabilimento di Pomigliano d'Arco, scelto per la produzione della nuova elettrica accessibile europea. · Immagine generata con IA

L'incognita prezzo, la sfida cinese e il dossier batterie

Sul piano politico il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha parlato di «prospettive positive sia per Pomigliano sia per Cassino, ancor più per Mirafiori e Melfi con i nuovi modelli individuati e presentati», leggendo il dossier come una prima ricaduta del confronto avviato col gruppo nel 2024. Inoltre, il progetto si inserisce in una cornice europea favorevole: i super-crediti previsti dall'Industrial Accelerator Act, formalizzati il 4 marzo scorso, si applicheranno alle vetture costruite nell'Unione con almeno il 70% di componenti europei, batterie escluse.

Resta però aperto il nodo cruciale dei prezzi. Riportare un'utilitaria elettrica intorno ai 15 mila euro significa competere a viso aperto con la nuova generazione di costruttori cinesi sbarcata in Europa nel 2025; significa anche risolvere la partita dei costi della cella, che oggi pesa per circa un terzo del valore della vettura. Per questo, sullo sfondo della Stellantis Pomigliano E-Car si gioca anche il futuro della filiera batterie italiana, dal sito di Termoli alle ipotesi di gigafactory che il governo continua a inseguire come condizione di sostenibilità di lungo periodo per l'intero piano elettrico nazionale.

Per ora, infine, il calendario è scolpito su un'unica data: 2028. Le tute blu di Pomigliano sanno che da quel momento si misurerà la tenuta industriale del Mezzogiorno automotive, dopo decenni di promesse e ridimensionamenti. La Stellantis Pomigliano E-Car è la scommessa con cui il gruppo guidato da Filosa prova a riannodare il filo tra una storia industriale lunga sessant'anni e una transizione ecologica che, in Europa, sta tagliando i ponti più lentamente di quanto la politica abbia promesso. Per approfondire le altre vicende industriali e politiche italiane si rimanda alla nostra sezione Società.

Fonti: il comunicato ufficiale del gruppo (Stellantis), la ricostruzione economica di Milano Finanza e la lettura sindacale di Orticalab.

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