Vai al contenuto
Newsletter

ModaEconomia e Finanza

Vaccarello lascia Saint Laurent: il successore c'è già

Vaccarello lascia Saint Laurent dopo dieci anni e mezzo. La stampa ha letto un congedo dettato dai conti, ma Kering ha messo a verbale il contrario e in Borsa il titolo è salito. Il successore, dicono gli analisti, è già scelto: aspetta solo i contratti.

Di Vincenzo Pollice

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Atelier parigino deserto con abito nero sul manichino: Vaccarello lascia Saint Laurent dopo dieci anni
Immagine generata con IA

Venerdì 9 ottobre 2026, poco prima dell'apertura della Borsa di Parigi, una nota di tre paragrafi ha chiuso un decennio di moda francese: Vaccarello lascia Saint Laurent. Dieci anni e mezzo dopo il suo arrivo, lo stilista belga di origini siciliane non è più il direttore creativo della maison di Kering. La cronaca italiana ha letto l'addio come il congedo di un creativo punito dai conti. I documenti della stessa giornata dicono qualcosa di diverso, e molto più interessante.

Vaccarello lascia Saint Laurent: cosa ha detto Kering il 9 ottobre

Il comunicato è asciutto. «Anthony Vaccarello ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo di Saint Laurent, contribuendo a rafforzarne l'identità e l'influenza nel mondo della moda e della cultura», si legge nella nota del gruppo. L'amministratore delegato Luca de Meo aggiunge la formula di rito e una mezza frase che vale più del resto: ringrazia Vaccarello «per il contributo apportato a Saint Laurent negli ultimi dieci anni», «proprio mentre ci apprestiamo a scrivere un nuovo capitolo della sua storia». Cédric Charbit, presidente e amministratore delegato della maison, parla di «una traiettoria di straordinario sviluppo».

Nessuna riga, in tutta la comunicazione, spiega perché. Ed è esattamente lì che si è infilata l'interpretazione prevalente: Vaccarello lascia Saint Laurent perché il marchio ha rallentato. Una ricostruzione plausibile, perché i numeri effettivamente hanno rallentato. Tuttavia non è quello che Kering ha raccontato a chi gestisce il suo titolo.

Passerella parigina deserta illuminata da tre enormi lampadari dorati con la Tour Eiffel sullo sfondo
L'ultima sfilata di Vaccarello, il 29 settembre ai giardini del Trocadéro: tre lampadari dorati e una collezione quasi interamente in oro. · Immagine generata con IA

Il mercato ha letto il contrario della stampa

Nella stessa mattinata il gruppo ha tenuto una call con gli analisti. Barclays ne ha riassunto il contenuto in una nota che ribalta la narrazione corrente: la decisione «è motivata dalle prospettive di lungo termine di Saint Laurent e non è legata ai recenti risultati finanziari del marchio». Non una smentita generica, ma una precisazione messa a verbale davanti a chi quei risultati li prezza ogni giorno.

Il listino si è comportato di conseguenza. Nel giorno in cui annunciava di perdere il direttore creativo più longevo della sua storia recente, il titolo Kering a Parigi guadagnava oltre un punto percentuale. È un dettaglio che pesa, perché il contesto non è affatto benigno: il gruppo resta in calo di circa il 31% da inizio 2026, e i ricavi del terzo trimestre arriveranno il 22 ottobre. Un mercato convinto di assistere a un licenziamento d'emergenza non avrebbe reagito così.

I numeri che la nota non cita: da 1,22 a 2,7 miliardi

La parabola, intanto, è documentata. Vaccarello arriva nell'aprile 2016 al posto di Hedi Slimane, con i ricavi della maison intorno a 1,22 miliardi di euro. Nel giro di sei anni li porta oltre i tre miliardi: il picco si colloca fra il 2022 e il 2023 — le fonti italiane non concordano sull'anno esatto, Il Post indica il 2022 a 3,3 miliardi, Fortune Italia il 2023 sopra i 3,1 — e in ogni caso significa più che raddoppiare il perimetro affidatogli.

Poi la frenata del lusso: i ricavi scendono del 9% nel 2024 e del 6% nel 2025, per stabilizzarsi nel 2026, anno in cui il primo semestre ha segnato una ripresa. L'esercizio 2025 si chiude a 2,7 miliardi di euro, con la pelletteria che rappresenta la maggior parte del mix. Vaccarello lascia Saint Laurent, quindi, con un marchio che vale più del doppio di quello che ha ereditato e che, nel frattempo, ha cambiato natura: non più soltanto una casa di moda, ma soprattutto una macchina da borse.

Il successore è già scelto: aspetta solo i contratti

Qui sta il passaggio che quasi nessuno ha messo in prima riga. Sempre secondo la ricostruzione di Barclays, «il gruppo ha già scelto il nuovo designer, che verrà annunciato non appena i contratti lo consentiranno, il che suggerisce che la transizione sia stata pianificata con cura». Il nome esiste, è vincolato da un accordo altrove e per questo tace.

Riletta così, la sfilata del 29 settembre cambia di segno. Ai giardini del Trocadéro, con la Tour Eiffel alle spalle e tre enormi lampadari dorati sulla passerella, Vaccarello aveva mandato in scena una collezione quasi interamente oro con finale in nero, aperta dalla voce di Piero De Benedictis e chiusa da Charlotte Gainsbourg con un brano dedicato alla maison. Nelle note di sfilata aveva scritto: «Una luce risplende tanto più intensamente proprio perché sappiamo che non può essere trattenuta. Ciò che se ne va a volte lascia più luce di ciò che rimane». Alla fine aveva percorso la passerella con le modelle e consegnato un mazzo di chiavi al figlio Luca, cinque anni. Vanessa Friedman, sul New York Times, l'ha definito «un addio non ufficiale da 24 carati».

Non era dunque il presentimento di un creativo che fiuta l'aria. Era l'ultimo atto di un avvicendamento già chiuso nel cassetto, con il nome del successore già firmato: l'unica cosa che mancava era la liberatoria legale. Il pubblico in sala ha visto l'addio; chi sapeva chi avrebbe raccolto quelle chiavi non parlava.

Banco da lavoro di pelletteria di alta gamma con borsa strutturata nera, lesine e filo cerato
La pelletteria è già la maggior parte del fatturato: il mandato del nuovo direttore creativo parte da qui. · Immagine generata con IA

Il mandato del nuovo direttore è il rovescio di Vaccarello

La nota degli analisti elenca anche il compito assegnato a chi arriverà: concentrarsi «sulle categorie di prodotto attualmente meno rappresentate, come il daywear femminile e il menswear, sulla pelletteria di fascia alta e sulle regioni meno penetrate, come Cina e Asia». La stessa indicazione circolava su Business of Fashion, che parlava di abbigliamento quotidiano, linea maschile e pelletteria di alta gamma al posto dei capi da sera.

È, punto per punto, il negativo fotografico del decennio appena concluso. La firma di Vaccarello era la sera: sensualità, nero, silhouette affilate, una clientela adulta che — come ha notato Pambianconews — non era affatto la Gen Z, ma gente che non ha paura di osare. Quel pubblico c'era e pagava. Semplicemente non è il pubblico che Kering vuole aggredire adesso. Infatti il gruppo non sta rimpiazzando un creativo che ha sbagliato: sta cambiando il mix di prodotto, e per farlo serve una matita diversa.

Il resto è la cornice di un settore che ha smesso di concedere tempo. In un mercato in cui alcuni direttori creativi durano una stagione sola, dieci anni sono un'anomalia: Vaccarello è stato il più longevo alla guida della maison dopo il fondatore Yves Saint Laurent, morto nel 2008, che la diresse per 41 anni. Va ricordato, inoltre, che era stato Francesca Bellettini a volerlo, quando era lei l'amministratrice delegata del marchio; dal 2025 la manager è passata a Gucci.

Dieci anni contro due: il metro di Kering

Il confronto interno al gruppo è istruttivo. A Gucci, Sabato De Sarno è stato sostituito con Demna dopo due stagioni appena, e lì il nesso con le vendite era esplicito; la sua traiettoria successiva è rimasta nell'orbita Kering. Da Saint Laurent, al contrario, un direttore creativo ha avuto dieci anni pieni e se ne va con il titolo in rialzo. Non è una questione di pazienza variabile: è che le due decisioni rispondono alla stessa logica industriale, quella del piano di prodotto, e non al tifo della critica.

Del resto il gruppo guidato da de Meo sta riscrivendo tutto insieme: la ristrutturazione che ha portato mille persone in piazza a Scandicci e l'investimento nella formazione artigiana procedono in parallelo ai cambi in passerella. Un avvicendamento creativo, in questo quadro, è una leva fra le altre.

Sul successore circola un solo nome con insistenza: Chemena Kamali, oggi alla direzione creativa di Chloé, che da Saint Laurent ha lavorato proprio con Vaccarello dal 2016 al 2023. Resta un'ipotesi della stampa di settore, non una conferma. Quanto a Vaccarello, Milano Finanza ha avanzato l'ipotesi Valentino: anche questa, per ora, è soltanto un'ipotesi. L'unica certezza è che il nome in entrata esiste già, e che lo conosceremo quando una firma su un contratto altrui lo renderà pronunciabile.

Fonti: Pambianconews, Fortune Italia, Il Post.

Le ultime

Newsletter

Ogni articolonella tua posta

Scegli tu quanto spesso e su quali temi. Te ne vai con un clic, quando vuoi.

Quanto spesso