Vision Distribution: 232 giorni senza amministratore
Vision Distribution nomina Thomas J. Ciampa dal 19 ottobre, ma la poltrona dell'amministratore delegato era vuota da 232 giorni: le deleghe erano state divise fra quattro dirigenti, una delle quali di Sky Italia. E Nicola Maccanico prende il posto di Ciampa in Colorado Film.
Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Vision Distribution avrà di nuovo un amministratore delegato il 19 ottobre. Quel giorno Thomas J. Ciampa si siederà alla guida della società di distribuzione cinematografica partecipata da Sky Italia, e si chiuderà un vuoto che nessuno dei resoconti del 21 settembre ha messo in prima riga: dal 1° marzo 2026, giorno in cui il predecessore Massimo Proietti ha rinunciato alle deleghe gestorie, sono passati 232 giorni. Poco più di sette mesi e mezzo in cui la società che distribuisce una parte consistente del cinema italiano non ha avuto un vertice esecutivo.
Lunedì 21 settembre due comunicati sono usciti a poche ore di distanza. Il primo annuncia Ciampa alla guida di Vision Distribution; il secondo annuncia Nicola Maccanico amministratore delegato di Colorado Film, la casa di produzione del Gruppo Rainbow che Ciampa stava lasciando. La stampa di settore li ha trattati come un doppio avvicendamento di poltrone, e su Vision Distribution si è fermata all'annuncio. Letti insieme, e con il calendario alla mano, raccontano qualcosa di più preciso: un posto vacante da mesi in Vision Distribution, una sedia scambiata fra due manager, e un unico vivaio da cui l'industria continua a pescare.
Vision Distribution è rimasta 232 giorni senza amministratore delegato
La cronologia di Vision Distribution è documentata e non lascia margini d'interpretazione. Massimo Proietti era diventato amministratore delegato di Vision Distribution il 1° marzo 2024. Due anni dopo, con decorrenza dal 1° marzo 2026, ha rinunciato alle deleghe gestorie per assumere il ruolo di General Manager di Universal Pictures International Italy, dove era già stato deputy managing director e dove è subentrato a Xavier Albert, che ha mantenuto la Francia. Per Vision Distribution, quel 1° marzo è la data da cui si conta tutto il resto.
Il dettaglio societario è più interessante del passaggio in sé. Proietti non era un dirigente assunto da Vision Distribution: era a Vision in distacco parziale da Universal. E Universal Pictures International, come Sky, fa capo a Comcast. Per due anni, quindi, l'amministratore delegato di Vision Distribution è stato un manager prestato da un'altra controllata dello stesso gruppo americano. Proietti, peraltro, non se n'è andato del tutto: dal 2 marzo 2026 è rimasto in Vision Distribution come consigliere non esecutivo e responsabile della linea editoriale, senza poteri di rappresentanza.
Da quel momento la casella più alta dell'organigramma di Vision Distribution è rimasta vuota. Non c'è stato un reggente, non c'è stato un interim: il 20 maggio, annunciando l'arrivo di Simone D'Amelio Bonelli come Chief Operating Officer di Vision Distribution, la stampa specializzata annotava che Vision Distribution «dovrà prossimamente annunciare anche il successore di Massimo Proietti nel ruolo di CEO». Sono passati altri quattro mesi.
Le deleghe spacchettate in quattro, e una è finita a Sky
Qui sta il passaggio che merita più attenzione della nomina stessa. Quando Proietti ha lasciato le deleghe, Vision Distribution non le ha congelate in attesa del successore: le ha ridistribuite internamente, pezzo per pezzo.
Secondo la ricostruzione di Box Office, Daniela Mauri ha affiancato Gianni Aprato e dal 1° maggio 2026 ha assunto formalmente il ruolo di chief financial officer. I poteri di firma sui contratti di investimento nelle opere cinematografiche — cioè la decisione su quali film mettere i soldi, che per Vision Distribution è la decisione — sono passati a Guido Tundis, responsabile dell'unità Business and Rights Acquisition. Le competenze in materia tributaria, infine, sono state affidate a Laura Greco, che di mestiere è tax director di Sky Italia.
Quest'ultimo punto è il più eloquente di quanto è accaduto dentro Vision Distribution. Per 232 giorni una funzione di vertice di Vision Distribution non è stata esercitata da un dirigente della società, ma da una dirigente del socio di maggioranza. Perché di socio di maggioranza si tratta: Sky Italia controlla il 68% del capitale di Vision Distribution. La nomina di Ciampa, in questa luce, non apre una fase nuova. Ne chiude una in cui la governance della società è stata assorbita, per deleghe sparse, dentro il suo azionista principale.

Lo scambio di poltrone fra Vision Distribution e Colorado Film
Il secondo comunicato del 21 settembre completa il disegno. Nicola Maccanico diventa amministratore delegato di Colorado Film, prendendo esattamente il posto che Ciampa lascia. Ma Maccanico, in Vision Distribution, c'era già stato: ne è stato il primo amministratore delegato, dal dicembre 2016 all'aprile 2021, cioè l'uomo che l'ha lanciata sul mercato. Parallelamente, da novembre 2018 ad aprile 2021, è stato anche Executive Vice President Programming di Sky Italia.
Lo scambio è quindi letterale, con cinque anni di sfasamento: Ciampa occupa la sedia che Maccanico aveva lasciato in Vision Distribution, e Maccanico occupa quella che Ciampa lascia in Colorado Film. Nessuno dei due, va detto, arriva da fermo: né Ciampa in Vision Distribution, né Maccanico in Colorado Film. Maccanico era entrato in Colorado Film come Senior Advisor già nel maggio scorso, quattro mesi prima della nomina. Gli ingressi, insomma, erano entrambi preparati — e quello in Vision Distribution è arrivato comunque con sette mesi e mezzo di ritardo.
C'è un'altra cifra che i comunicati non fanno. Maccanico si era dimesso da amministratore delegato e direttore generale di Cinecittà nel giugno 2024 — «è il momento di immaginare nuovi orizzonti», disse allora — e Manuela Cacciamani gli è subentrata il mese successivo. Fra quelle dimissioni e l'incarico di Senior Advisor in Colorado Film sono trascorsi ventitré mesi. Il fondatore di Vision Distribution è rimasto quasi due anni fuori da un ruolo operativo, in un'industria che di dirigenti con quel curriculum ne conta pochissimi.
Vision Distribution e Colorado Film pescano nello stesso vivaio
Ed è qui che le due nomine dicono qualcosa sull'intero mercato, e non solo su Vision Distribution. Mettendo in fila i due curricula si scopre che i due uomini che si sono appena scambiati le sedie hanno imparato il mestiere nello stesso posto: Warner Bros. Italia.
Ciampa, italoamericano classe 1969, è entrato nel gruppo Warner nel 1997 ai Warner Village Cinemas, è passato al team commerciale nel 2002 ed è arrivato a ricoprire il ruolo di Senior Vice President Theatrical Distribution per Italia, Spagna e Portogallo, oltre che per le produzioni locali italiane. Nel gennaio 2022 è stato nominato Country Manager, e nello stesso anno ha lasciato il gruppo — sei anni dopo l'uomo a cui sta per succedere in Vision Distribution — per poi approdare a Bamboo Production e, nel 2023, in Rainbow come Chief Operating Officer. Maccanico, classe 1972, figlio dell'ex ministro Antonio Maccanico, è entrato in Warner Bros. Pictures nel 2004 come Marketing Director ed è stato Managing Director Theatrical dal 2009 al 2016, prima di passare alla guida di Vision Distribution.
Il primo e il quarto amministratore delegato di Vision Distribution si sono dunque trovati dentro la stessa struttura italiana di Warner Bros. per circa dodici anni, fra il 2004 e il 2016, nell'area che si occupava della distribuzione in sala. Non è un dettaglio biografico: è la mappa di un mercato, e Vision Distribution ne è il crocevia. La distribuzione cinematografica italiana è un ambiente in cui i vertici ruotano fra una manciata di società — Vision Distribution, Colorado Film, Universal, Rainbow, Cinecittà — attingendo a un bacino di dirigenti formati quasi tutti nelle filiali italiane delle major americane. Dei quattro amministratori delegati che Vision Distribution ha avuto in dieci anni, tre arrivano da una major: due da Warner, uno da Universal. Vision Distribution non fa eccezione: lo stesso Proietti, del resto, è tornato a Universal, da cui era arrivato.

I soci fondatori erano cinque, il comunicato ne conta quattro
Un'ultima anomalia sta nell'intestazione del comunicato. La nomina del nuovo amministratore delegato di Vision Distribution è annunciata da Sky, Cattleya, Italian International Film, Palomar e Wildside. Ma la scheda con cui la società si presenta sul proprio sito la descrive ancora come nata nel dicembre 2016 «dall'accordo del gruppo Sky Italia con cinque tra le maggiori case di produzione indipendenti italiane: Cattleya, Wildside, Lucisano Media Group, Palomar e Indiana Production».
Le case che firmano oggi sono quattro. Lucisano Media Group compare sotto il nome della sua società di produzione storica, Italian International Film, la casa fondata da Fulvio Lucisano scomparso il mese scorso. Indiana Production, invece, non c'è. Una lista di firmatari non è una visura camerale e va presa per quello che è — un elenco di chi sottoscrive l'annuncio — ma la distanza fra il «cinque» della pagina istituzionale di Vision Distribution e il «quattro» del comunicato è comunque un dato: tanto più per Vision Distribution, che si era presentata proprio come l'alleanza fra una media company e i produttori indipendenti.
Che cosa trova Ciampa il 19 ottobre
Il nuovo amministratore delegato eredita una Vision Distribution la cui prima linea è già stata ricostruita senza di lui: CFO nominata a maggio, COO nominato a maggio, linea editoriale in capo al predecessore non esecutivo. E eredita una poltrona che negli ultimi dieci anni ha cambiato titolare con frequenza crescente: 52 mesi per Maccanico, 31 per Massimiliano Orfei, 24 per Proietti. Ogni amministratore delegato di Vision Distribution è durato meno del precedente.
Ciampa arriva inoltre con un mandato che non si esaurisce in Vision Distribution: secondo il comunicato sarà coinvolto «in una prospettiva più ampia» anche in alcune attività e progettualità di Sky. Un perimetro che, dopo sette mesi e mezzo di deleghe amministrate dentro il socio di maggioranza, vale la pena di tenere d'occhio.
Vision Distribution ripartirà per di più in un mercato che non aiuta: il primo calo della produzione cinematografica italiana in sei anni e un botteghino in cui, nella settimana della nomina, i titoli italiani hanno faticato dietro l'esordio di un blockbuster americano. La sfida di Vision Distribution non è trovare un amministratore delegato. È capire se, dopo 232 giorni, quel ruolo abbia ancora lo stesso perimetro di prima.


