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Attentato Modena via Emilia: 8 feriti, visita Mattarella

Sabato 16 maggio 2026, attentato Modena via Emilia: una Citroën C3 falcia i passanti, 8 feriti tra cui due donne con amputazioni. Domenica la visita di Mattarella e Meloni ai feriti negli ospedali di Baggiovara e Bologna.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Attentato Modena via Emilia: strada del centro storico con luci di emergenza
Immagine generata con IA

L'attentato Modena via Emilia di sabato 16 maggio 2026 ha sconvolto il centro storico della città emiliana e ha portato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni al capezzale dei feriti già nella mattinata di domenica. Otto persone investite, due donne con gli arti inferiori amputati, una coppia in lotta tra la vita e la morte: la procura di Modena ha contestato a Salim El Koudri, 31 anni, l'accusa più pesante prevista dall'ordinamento, quella di strage.

Attentato Modena via Emilia: la ricostruzione dei fatti

Sono le 16:30 di sabato quando una Citroën C3 imbocca a forte velocità via Emilia Centro provenendo da largo Garibaldi. L'auto procede a zigzag, sale sul marciapiede, falcia almeno una decina di passanti e infine si schianta contro la vetrina di un negozio. Tra i feriti due turiste straniere — una donna tedesca di 69 anni e una polacca di 53 — e una coppia italiana di 55 anni che resta in condizioni gravissime.

Il conducente prova la fuga a piedi. Viene intercettato da alcuni cittadini, accoltella alla testa Luca Signorelli, 47 anni, e proprio Signorelli con altri passanti riesce a immobilizzarlo fino all'arrivo della polizia. È l'inizio di una catena di gesti civili che il Quirinale chiamerà poche ore dopo "coraggio dei cittadini".

Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti conferma quasi subito il bilancio drammatico: una delle ferite "probabilmente" necessiterà di amputazione bilaterale degli arti inferiori. Le ore della notte trascinano il bilancio dell'attentato Modena via Emilia da quattro feriti gravi a un quadro più nitido: tre dimessi entro la mattina, cinque ancora ricoverati tra Baggiovara, il Policlinico di Modena e il Maggiore di Bologna.

Esterno di un ospedale italiano con accesso al pronto soccorso al crepuscolo
L'ospedale di Baggiovara, primo punto di tappa della visita istituzionale dopo l'attentato di Modena. · Immagine generata con IA

Chi è Salim El Koudri, il 31enne fermato

Nato a Seriate, in provincia di Bergamo, residente a Ravarino dal 2000, figlio di genitori marocchini, laureato in Economia e in cerca di lavoro: questo è il profilo di Salim El Koudri tracciato dagli inquirenti. Incensurato, negativo ai test su alcol e droga, nessun precedente di rilievo. La perquisizione del suo appartamento e l'analisi dei dispositivi digitali non hanno restituito, finora, alcun elemento che faccia pensare a percorsi di radicalizzazione religiosa o a contatti con ambienti jihadisti.

Quello che invece emerge è un quadro psichiatrico fragile. La prefetta di Modena Fabrizia Triolo ha riferito che El Koudri era stato seguito dal Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia a partire dal 2022 per un disturbo schizoide della personalità, ma successivamente — sono parole testuali della prefetta — "se ne erano perdute le tracce". Le terapie risultano interrotte e i contatti con i servizi sanitari sospesi da mesi.

Il ritratto restituito dai vicini di casa parla di una persona solitaria, descritta come «un personaggio inquietante» che si tratteneva a lungo davanti ai gratta e vinci del tabaccaio, sbatteva le porte, parcheggiava in modo sgangherato e rivolgeva avances non gradite alle commesse del quartiere. Nessuno aveva mai segnalato all'autorità giudiziaria comportamenti tali da giustificare un intervento.

L'accusa di strage e l'indagine della procura

Il pubblico ministero Luca Masini, titolare dell'inchiesta sull'attentato Modena via Emilia, ha contestato a El Koudri il reato di strage previsto dall'articolo 422 del codice penale, oltre alle lesioni aggravate per la coltellata inferta a Signorelli. Nel decreto di fermo si parla espressamente di una "precisa volontà di mettere in pericolo l'incolumità pubblica" rivolta a vittime "indiscriminate", in piena ora di shopping nel cuore commerciale della città. È il primo nodo giuridico: la strage in Italia presuppone il dolo di morte e l'idoneità della condotta a uccidere un numero imprecisato di persone, perché la volontà sia rivolta proprio a quello.

Le indagini procedono su due binari paralleli. Da un lato la Digos di Modena e il pool antiterrorismo della procura distrettuale di Bologna stanno passando al setaccio profili social e contatti dell'indagato per escludere o confermare ogni ipotesi di matrice ideologica. Dall'altro la perizia psichiatrica è già stata disposta per chiarire la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. Quotidiani come Il Post hanno ricostruito che la pista prevalente per gli inquirenti è quella della crisi psichica, non quella del terrorismo, anche se nessuna ipotesi è stata formalmente esclusa.

Bandiera italiana davanti a un palazzo storico in segno di lutto
La risposta delle istituzioni: cordoglio, presenza fisica al fianco dei feriti e dei cittadini. · Immagine generata con IA

Mattarella e Meloni in visita ai feriti

Domenica mattina alle 11 il Presidente della Repubblica e la premier sono arrivati insieme all'ospedale di Baggiovara, alle porte di Modena. Una visita coordinata — rara, simbolicamente carica — al letto dei pazienti, ai familiari riuniti e al personale sanitario. "Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica" ha detto Mattarella ai medici e agli infermieri della rianimazione. Il direttore sanitario Carlo Coniglio ha aggiornato i due capi delle istituzioni: le condizioni della coppia 55enne ricoverata a Bologna restano "abbastanza gravi", la moglie "ancora in condizioni critiche ma sta migliorando".

Verso mezzogiorno il corteo si è trasferito al Policlinico Sant'Orsola-Maggiore di Bologna, dove sono ricoverati gli altri ferimenti più severi. Quaranta minuti di colloqui, poi il rientro. Fuori dalla porta dell'ospedale Meloni ha abbracciato proprio Luca Signorelli, l'uomo che ha bloccato l'aggressore, ed è stato Mattarella in una telefonata privata al sindaco Mezzetti a ringraziare i cittadini "che con coraggio hanno bloccato il colpevole". La premier ha espresso "vicinanza ai feriti e alle famiglie" e la "piena fiducia che il responsabile risponda fino in fondo delle proprie azioni".

Le reazioni politiche dopo l'attentato Modena via Emilia

La giornata di domenica ha visto un coro istituzionale unitario nel cordoglio, ma una immediata divaricazione politica sul piano dell'interpretazione. Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ha rilanciato la proposta di revoca della cittadinanza, già al centro di un dibattito parlamentare in corso, pur con la complicazione tecnica che El Koudri è cittadino italiano nato in Italia. Il vicepremier Antonio Tajani (Forza Italia) ha tenuto un profilo più cauto, ricordando che "l'indagato è italiano" e invitando a non strumentalizzare i fatti prima dell'accertamento giudiziario.

Sul fronte opposto Roberto Vannacci ha parlato apertamente di "attentato islamico" invocando la cosiddetta "remigrazione", in netto contrasto con la linea seguita dalla procura. Le opposizioni — PD, M5S e AVS — hanno chiesto prudenza e maggiori risorse per la salute mentale, sottolineando che la perdita dei contatti con il sistema sanitario, raccontata dalla prefetta Triolo, segnala un buco di rete che riguarda l'intera Emilia-Romagna. Tuttavia, oltre lo scontro politico, è la questione dei servizi territoriali a tornare al centro del dibattito, perché il fattore comune sembra essere proprio la rottura del percorso terapeutico.

Infine c'è la dimensione cittadina. La via Emilia Centro è rimasta chiusa al traffico per l'intera giornata di sabato sera e domenica mattina, con la prefettura che ha attivato il Centro di Coordinamento dei Soccorsi. Sui social di Modena è partita una raccolta fondi per le vittime; la diocesi ha annunciato una veglia di preghiera per martedì 19 maggio. Il caso, ora, attende le prossime mosse della procura: la convalida del fermo è prevista nelle prossime ore davanti al gip, mentre la perizia psichiatrica disposta dal pm Masini orienterà il resto dell'inchiesta. L'attentato Modena via Emilia entra così, da oggi, nella memoria difficile delle stragi italiane recenti, accanto a un'altra cronaca che ha segnato queste settimane — la tragedia dei cinque sub italiani morti alle Maldive — e mentre il dibattito pubblico tenta, ancora una volta, di dare un significato a un gesto che continua a sfuggire a ogni razionalità.

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