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Fondo Safe: Tajani prenota 14,9 miliardi, la Lega frena

Fondo Safe: Tajani annuncia la prenotazione di 14,9 miliardi dall'Ue per la difesa, poi corregge il tiro. La Lega frena e chiede l'ultima parola al Parlamento.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Sede istituzionale dell'Unione Europea a Bruxelles con bandiere UE, simbolo del fondo Safe difesa da 14,9 miliardi
Immagine generata con IA

Il fondo Safe è entrato con forza nel dibattito politico italiano. Il 28 luglio 2026 il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che l'Italia ha «prenotato» 14,9 miliardi di euro dallo strumento europeo per la difesa. Poche ore dopo, però, è arrivata la precisazione: ne useremo probabilmente meno. E dentro la maggioranza è subito scontro, con la Lega che chiede l'ultima parola al Parlamento.

Fondo Safe: la richiesta italiana da 14,9 miliardi

L'annuncio è arrivato durante un'informativa alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, dedicata al vertice Nato di Ankara, con Tajani affiancato dal ministro della Difesa Guido Crosetto. «Abbiamo deciso di chiedere il Safe per 14,9 miliardi», ha spiegato il titolare della Farnesina, indicando la cifra massima che spetta a Roma.

Si tratta del tetto teorico riservato all'Italia nell'ambito del fondo Safe, non di una spesa già decisa. Il governo, infatti, non ha ancora firmato l'accordo esecutivo con Bruxelles e sta valutando quanta parte destinare davvero agli armamenti. Una scelta che pesa sui conti pubblici e che ha immediatamente acceso il confronto dentro il centrodestra.

Come funziona il fondo Safe

Il fondo Safe (Security Action for Europe) è il primo pilastro del piano ReArm Europe della Commissione europea, pensato per rafforzare l'autonomia strategica del continente. Il regolamento è entrato in vigore il 29 maggio 2026 e mette a disposizione fino a 150 miliardi di euro complessivi sotto forma di prestiti agevolati.

Le condizioni sono vantaggiose: scadenza a 45 anni, un periodo di tolleranza («grace period») di 10 anni e tassi calmierati. In cambio, non più del 35% del costo può provenire da fornitori extra-Ue. Le risorse servono ad acquistare equipaggiamento militare — dai missili alle munizioni, dai droni ai sistemi anti-drone, dalla difesa aerea alla cybersicurezza e alla protezione delle infrastrutture.

Banconote e monete in euro, i prestiti agevolati del fondo Safe per la spesa militare italiana
Il fondo Safe eroga prestiti a lungo termine e a tasso agevolato, non contributi a fondo perduto. · Immagine generata con IA

La differenza rispetto ai titoli di Stato tradizionali è proprio qui: si tratta di debito, ma a costo inferiore. Per questo il governo lo considera un'alternativa ai Btp per finanziare l'inevitabile aumento delle spese militari concordato in sede atlantica.

Tajani annuncia, poi corregge: «Ne useremo meno»

La giornata del 28 luglio si è però trasformata in un caso politico. Nel pomeriggio Tajani ha smorzato i toni: «Abbiamo prenotato l'intero importo, ma non abbiamo deciso quanto usarne. Probabilmente meno: 6, 7, 8, 9 miliardi. Entro fine anno decideremo». Un chiarimento che il vicepremier ha derubricato a «molto rumore per nulla».

La retromarcia, tuttavia, ha alimentato la lettura di una maggioranza divisa. L'opposizione ha parlato apertamente di «piroetta» e di ennesimo passo indietro del governo su un dossier sensibile come il riarmo. La prudenza di Forza Italia sul dossier atlantico, del resto, non è una novità nella cronaca politica italiana degli ultimi mesi.

La Lega frena: «Decide il Parlamento»

A rompere il fronte è stata la Lega. Il senatore Claudio Borghi ha chiarito che «non c'è nessuna decisione sul loro utilizzo o meno e deciderà il Parlamento sulla base dei dati di opportunità e convenienza». La prenotazione, secondo il Carroccio, è «solo una manifestazione di interesse».

La posizione leghista è coerente con la storica diffidenza del partito di Matteo Salvini verso il riarmo europeo. Infatti, mentre Tajani spinge sull'asse di Bruxelles, la Lega rivendica il diritto del Parlamento a valutare ogni singolo euro prima di impegnarlo. Un fronte che ricorda le tensioni già emerse sulla politica estera del governo Meloni in altri dossier internazionali.

Aereo da trasporto militare e radar della difesa al tramonto, gli equipaggiamenti finanziabili con il Safe
Con il Safe si possono finanziare aerei, radar, droni e sistemi di difesa aerea. · Immagine generata con IA

Sul fronte dell'opposizione il coro è compatto. Riccardo Magi di Più Europa ha bollato la scelta come «vergognosa», Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle ha attaccato l'assenza di risorse per il caro carburante a fronte della corsa al riarmo, mentre Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni dell'Avs hanno parlato di «follia».

Crosetto e il pressing dell'Unione europea

A tenere la barra dritta è il ministro Crosetto, che ha definito il ricorso al fondo Safe «una scelta totalmente tecnica», dettata dalla «convenienza finanziaria» e non da una svolta politica. «Faremo la nostra parte», ha assicurato, precisando che l'aumento della spesa sarà distribuito nel tempo e che il Safe «non è una spesa aggiuntiva» ma un'alternativa ai Bot.

Nel frattempo, però, la Commissione europea chiede «chiarezza al più presto» per passare alla fase di attuazione, avvertendo che i fondi non utilizzati verranno riassegnati ad altri Stati membri. Cipro, per esempio, ha già ottenuto il primo finanziamento. Il nodo, quindi, non è solo interno: anche i tempi europei stringono, con una revisione strategica del programma prevista già per il 2030.

La partita, in ogni caso, si deciderà entro la fine del 2026, con un passaggio politico atteso per settembre. Il fondo Safe diventa così il primo vero banco di prova autunnale per la tenuta della maggioranza, chiamata a scegliere quanto legare l'Italia alla difesa comune europea senza rompere gli equilibri interni. Perché, al netto delle cifre, in gioco c'è la linea del Paese sul riarmo del continente.

Fonti: ANSA, ANSA — Cos'è il fondo Safe, Euronews.

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