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Primark Pompei: il 500° store mondiale a La Cartiera

Primark Pompei apre il 500° store mondiale del gruppo al centro commerciale La Cartiera il 1° settembre 2026: oltre 3.100 mq, 150 nuovi posti di lavoro e il fast fashion low cost che avanza in Campania mentre il Made in Italy arranca.

Di Marietou Dione

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Primark Pompei: l'ingresso del nuovo store nel centro commerciale La Cartiera
Immagine generata con IA

Primark Pompei è pronta a fare la storia del gruppo irlandese: lunedì 1° settembre 2026 il colosso del fast fashion inaugura al centro commerciale La Cartiera il suo negozio numero 500 a livello mondiale. Un traguardo simbolico che l'azienda ha scelto di festeggiare non a Dublino o a Londra, ma alle porte di Napoli, in una Campania diventata negli ultimi mesi il vero motore dell'espansione italiana del marchio.

Primark Pompei: il 500° negozio nel mondo apre a La Cartiera

La data è fissata, il conto alla rovescia è finito. Lo store di Primark Pompei occupa oltre 3.100 metri quadrati all'interno del centro commerciale La Cartiera, con quattordici camerini, dieci casse self-service e otto casse tradizionali. Sugli scaffali ci sarà l'intera offerta della catena: moda donna, uomo e bambino, beauty, accessori e una linea per la casa, tutto all'insegna dei prezzi accessibili che hanno costruito la reputazione del brand.

Non è un'apertura qualunque. Con questo punto vendita Primark tocca quota 500 negozi nel mondo, un numero tondo raggiunto a poco più di cinquant'anni dal debutto irlandese, quando nel 1969 il primo store apriva a Dublino con l'insegna Penneys. Oggi il marchio fa parte del gruppo Associated British Foods ed è presente in una quindicina di Paesi, ma ha scelto proprio il Sud Italia per piantare la bandierina del mezzo migliaio.

Interno di un ampio negozio di moda low cost con file di abiti e casse self service
Lo store di Pompei si sviluppa su oltre 3.100 metri quadrati tra abbigliamento, beauty e casa. · Immagine generata con IA

150 posti di lavoro e una seconda apertura a Giugliano

Dietro il taglio del nastro c'è soprattutto occupazione. Il negozio di Primark Pompei porta con sé 150 nuovi posti di lavoro creati sul territorio, un dato che pesa in un'area dove la domanda di impiego resta alta. Inoltre l'apertura non arriva da sola: appena una settimana dopo, l'8 settembre, il marchio inaugura un secondo store campano al Grande Sud Retail Park di Giugliano, ancora più grande con i suoi 4.260 metri quadrati e altri 180 assunti.

In totale fanno 330 nuovi posti di lavoro in poche settimane, tutti concentrati nella stessa regione. Si tratta del terzo negozio Primark in Campania e del ventiduesimo in Italia, dove la catena impiega ormai oltre 5.000 persone. La direzione, del resto, ha le idee chiare: nei prossimi anni il gruppo punta ad arrivare fino a 28 punti vendita sul territorio nazionale.

«Raggiungere il nostro 500° negozio a livello globale è un traguardo di cui siamo incredibilmente orgogliosi», ha dichiarato Luca Ciuffreda, direttore di Primark Italia, sottolineando come la scelta sia caduta su «una regione dove i clienti hanno accolto Primark con grande calore». Un modo per legare il record mondiale all'affetto di un pubblico che, evidentemente, ha risposto bene alla formula.

Primark Pompei e il fast fashion accessibile mentre il Made in Italy arranca

L'espansione di Primark Pompei racconta però anche un'altra storia, meno festosa. Mentre il gruppo irlandese moltiplica le insegne e le assunzioni, il sistema moda italiano vive una fase difficile: il tessile-abbigliamento nazionale ha chiuso il 2025 in calo, stretto tra dazi, consumi deboli e assenza del cliente cinese. È il paradosso di questi mesi: il lusso Made in Italy fatica, il low cost avanza.

Non è un caso che il tema del fast fashion sia al centro dell'agenda politica. Il governo, insieme alla Francia, ha aperto un tavolo permanente sulla filiera del lusso e spinge in sede europea per un dazio fisso sui piccoli pacchi extra-Ue, quelli dell'ultra fast fashion online. Primark, tuttavia, gioca un'altra partita: niente e-commerce, solo grandi negozi fisici, una strategia che sembra andare in controtendenza rispetto ai giganti digitali come Shein e Temu.

Buste della spesa e capi di abbigliamento nuovi, simbolo dello shopping di moda accessibile
Prezzi bassi e negozi fisici di grande metratura: la formula con cui Primark punta al mercato del Sud. · Immagine generata con IA

Cosa aspettarsi dallo store campano

Per i clienti, l'appuntamento è quindi per il 1° settembre. Chi ha già frequentato gli altri store del marchio ritroverà lo stesso format: ambienti ampi, illuminati, organizzati per reparti, con l'iniziativa "Iconic Value" pensata per tenere sotto controllo il prezzo dei capi essenziali. La scommessa è intercettare famiglie e giovani alla ricerca di moda a basso costo, senza rinunciare all'esperienza del negozio fisico. Nei giorni dell'inaugurazione, del resto, gli store del marchio registrano quasi sempre lunghe file all'apertura, complice l'effetto novità e le promozioni di lancio. Anche a Pompei, quindi, è lecito attendersi un afflusso importante fin dalle prime ore.

Resta da capire quanto questa avanzata inciderà sul commercio locale e sulle abitudini d'acquisto della provincia napoletana. Di sicuro, con La Cartiera e Giugliano, la Campania diventa il laboratorio italiano del gruppo. E per un settore che altrove parla soprattutto di crisi, vedere 330 nuove assunzioni in un mese resta comunque una notizia. Per approfondire il quadro, resta utile seguire gli aggiornamenti nella sezione moda di afgmagazine.news.

Le fonti dell'annuncio parlano chiaro: FashionNetwork, FashionUnited e la Gazzetta di Napoli confermano numeri e date. Il resto lo diranno le code davanti alle casse.

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