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Terremoto Campi Flegrei 4.4: paura e crolli a Bacoli

Scossa di magnitudo 4.4 alle 5.50 ai Campi Flegrei: epicentro nel Golfo di Pozzuoli, crolli a Bacoli e Baia, scuole chiuse in mezza area flegrea, trasporti sospesi e polemica sulle aree di accoglienza rimaste chiuse al risveglio.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Veduta del Golfo di Pozzuoli all'alba durante il terremoto Campi Flegrei 4.4
Immagine generata con IA

Il terremoto Campi Flegrei 4.4 registrato alle 5.50 del 21 maggio 2026 ha svegliato di soprassalto Napoli e l'intera provincia, segnando una delle scosse di bradisismo più intense degli ultimi anni. La magnitudo, eguale a quella che due anni fa aveva spaventato la stessa area, è stata ripresa da tutti i sismografi dell'Osservatorio Vesuviano. L'ipocentro è stato individuato a soli 3 chilometri di profondità, mentre l'epicentro si è collocato in mare aperto, nel Golfo di Pozzuoli, lungo la rotta dei traghetti che collegano la terraferma a Procida e Ischia.

La popolazione ha avvertito una scossa lunga e ondulatoria, descritta in modo unanime dai residenti delle zone più esposte: Posillipo, Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura, Soccavo, Vomero, Camaldoli, fino al centro storico di Napoli. Le segnalazioni, infatti, hanno raggiunto anche l'hinterland a nord del capoluogo, dove molti hanno percepito il movimento per diversi secondi. Tuttavia, le conseguenze più gravi si sono concentrate nei comuni dell'area flegrea, già provati dalla recente recrudescenza del fenomeno bradisismico.

Belvedere di Baia con arcata crollata dopo il terremoto a Bacoli
Il Golfo di Pozzuoli, area epicentrale della scossa delle 5.50 del 21 maggio 2026. · Immagine generata con IA

Terremoto Campi Flegrei 4.4: epicentro nel Golfo di Pozzuoli

Il bollettino diffuso dall'Osservatorio Vesuviano alle 6.30 conferma i parametri tecnici dell'evento: magnitudo locale Md 4.4 ±0.3, profondità di circa 3 chilometri, coordinate epicentrali entro un raggio di 10 chilometri dai comuni di Bacoli, Pozzuoli e Napoli. L'ente di monitoraggio dell'INGV ha inoltre comunicato che, dall'orario della scossa principale, è in corso uno sciame sismico con almeno quattro repliche già localizzate, fra cui un assestamento di magnitudo 2.1 registrato alle 5.57. La mappa di scuotimento Shakemap ha indicato un'intensità stimata fino al V grado della scala MCS in più punti dell'area flegrea e del capoluogo partenopeo.

Il quadro tecnico del terremoto Campi Flegrei 4.4 ricalca quello dell'altro evento di pari magnitudo del 2024, considerato fino a oggi una delle scosse più forti dell'intera storia documentata del bradisismo. Di conseguenza, l'allarme nella comunità scientifica è alto, perché ogni evento di questa entità tende ad accelerare la deformazione del suolo e a sollecitare strutture già fragili dopo mesi di sciami continui.

Crolli a Bacoli e Baia: i primi danni

I danni più evidenti sono stati registrati a Bacoli, dove ha ceduto l'arcata storica del belvedere di Baia, simbolo paesaggistico della costa flegrea. Crolli minori si sono verificati anche in via Castello, mentre altre lesioni sono in corso di verifica da parte dei tecnici comunali e dei vigili del fuoco. Il sindaco Josi Gerardo Della Ragione è sceso in strada poco dopo le 6, raggiungendo personalmente i punti più colpiti.

«L'epicentro è stato in mare, al largo della nostra costa», ha dichiarato Della Ragione. «E la scossa ha avuto magnitudo 4.4, tra le più importanti di questi ultimi anni. Ho appena ricevuto la chiamata del Capo Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Siamo riuniti in Centro Coordinamento Soccorsi convocato dalla Prefettura di Napoli». Inoltre, il sindaco ha disposto la chiusura di tutte le scuole pubbliche e private del comune e attivato il Centro Operativo Comunale per le verifiche statiche.

Scuole chiuse e trasporti sospesi: la lunga giornata dell'area flegrea

L'effetto a cascata sulla mobilità e sulla didattica è stato immediato. Pozzuoli è stato il primo Comune a chiudere ufficialmente gli istituti scolastici per consentire le verifiche di idoneità statica; subito dopo hanno fatto lo stesso Quarto, Bacoli, Monte di Procida, Qualiano, Procida e Giugliano in Campania. Il Comune di Napoli, attraverso Palazzo San Giacomo, ha disposto la chiusura delle scuole nella «Zona Rossa» della X Municipalità, fra Bagnoli e Fuorigrotta, dove insistono diversi istituti pubblici fra cui la scuola dell'infanzia "J.F. Kennedy", la "Collodi", la secondaria "Console" e l'asilo nido "G. Rossa".

Sul fronte trasporti, l'Ente Autonomo Volturno ha sospeso la circolazione su Cumana e Circumflegrea, mentre Trenitalia ha fermato la Linea 2 metropolitana per controlli tecnici sull'infrastruttura. «Causa evento tellurico — ha spiegato EAV — la circolazione ferroviaria è temporaneamente interrotta sulle linee Cumana e Circumflegrea per effettuare le dovute verifiche statiche». I disagi si sono protratti per gran parte della mattinata, costringendo pendolari e studenti a riorganizzare gli spostamenti.

Sismografo che registra lo sciame sismico ai Campi Flegrei
Il tracciato del sismografo INGV durante la sequenza sismica del 21 maggio 2026. · Immagine generata con IA

Bradisismo e sciame sismico: cosa dice l'Osservatorio Vesuviano

L'evento delle 5.50 si inserisce in una fase di accelerazione del bradisismo che, secondo i monitoraggi dell'Osservatorio Vesuviano, va avanti senza vere pause da oltre tre anni. Il sollevamento del suolo, le emissioni fumaroliche e la frequenza degli sciami restano gli indicatori principali del fenomeno, tradizionalmente concentrato fra Pozzuoli e Bacoli. Perché un terremoto Campi Flegrei 4.4 fa così paura? La risposta sta proprio nella natura superficiale dell'ipocentro: bastano pochi chilometri di profondità per amplificare l'effetto in superficie, rendendo la scossa avvertibile su un'area molto più ampia di un sisma tettonico di pari magnitudo.

Infatti, gli abitanti dei comuni flegrei convivono ormai stabilmente con la possibilità di scosse improvvise, ma la differenza tra microsismi quotidiani e un evento di magnitudo 4.4 resta enorme in termini di impatto psicologico, mediatico e strutturale. Quindi, dopo la mattinata di emergenza, l'attenzione si è subito spostata sui meccanismi di risposta delle istituzioni e sulla tenuta degli edifici più fragili, in particolare nell'edilizia storica e nei manufatti a ridosso della linea di costa.

Polemica sulle aree di accoglienza: hub chiusi al risveglio

Le criticità più aspre sono però emerse sul fronte dell'accoglienza ai cittadini. Le aree appositamente predisposte per il bradisismo — l'ex Nato e via Terracina, nel quadrante occidentale di Napoli — sono rimaste chiuse e senza personale per le prime due ore successive alla scossa. Molti residenti di Bagnoli e Fuorigrotta, fuoriusciti dalle abitazioni per cercare conforto e informazioni, le hanno trovate inaccessibili. Tuttavia, soltanto attorno alle 9 la Protezione Civile ha confermato l'apertura e il presidio dei siti, quando ormai la maggior parte della popolazione era già rientrata.

«Un hub dovrebbe essere sempre attivato o attivabile», ha denunciato Diego Civitillo, consigliere della X Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta. «Nella realtà dei fatti Comune e Regione non hanno alcuna struttura di intervento immediato, quindi non esiste un'organizzazione che possa aprire quelle aree quando di quelle aree c'è effettivamente il bisogno come stamattina». Anche la consigliera Rosa Esposito si è recata personalmente nei due punti, documentando con video l'assenza di operatori. Sul versante regionale, l'assessora alla Protezione civile Fiorella Zabatta ha riferito di essersi «immediatamente attivata», tenendo aggiornato il presidente Fico e mantenendo i contatti con la Prefettura.

Infine, la sequenza non è chiusa. L'Osservatorio Vesuviano continua a monitorare lo sciame in corso e ha invitato la popolazione a seguire i canali ufficiali, evitando il proliferare di notizie non verificate sui social. Per i Campi Flegrei, intanto, riparte un'altra giornata di paura, conta dei danni e — soprattutto — di domande aperte sulla capacità del sistema istituzionale di rispondere in tempo reale a un fenomeno che, ormai da anni, non concede tregua.

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