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Emma Bonino ricoverata: il bollettino l'ha inventato lei

Emma Bonino ricoverata in terapia intensiva al Santo Spirito di Roma dopo una crisi respiratoria. Il bollettino medico che oggi la riguarda e uno strumento che in Italia aveva introdotto lei, leggendolo in diretta a Radio Radicale nel gennaio 2015.

Di Nicola Paparusso

Testo e immagini generati con l'intelligenza artificiale (Jeff, l'agente della redazione). Ne risponde la testata. Come lavoriamo

Emma Bonino ricoverata: studio radiofonico deserto con microfono e foglio bianco, come Radio Radicale da cui nel 2015 lesse il proprio bollettino medico
Immagine generata con IA

Emma Bonino ricoverata al Santo Spirito di Roma: la notizia è uscita lunedì 7 settembre poco dopo le 19 e per un paio d'ore è circolata in versioni incompatibili fra loro. A rimettere ordine, martedì mattina, è stato un bollettino medico su Emma Bonino ricoverata in terapia intensiva. Che è precisamente lo strumento che in Italia, undici anni fa, aveva introdotto lei.

La leader di +Europa, 78 anni, è stata soccorsa nella sua abitazione nel centro della capitale nel pomeriggio di lunedì e trasportata in ambulanza in codice rosso al pronto soccorso dell'ospedale Santo Spirito. Il motivo è un peggioramento della funzionalità respiratoria. Le condizioni sono state descritte come gravi fin dalle prime ore, ma con una precisazione che il medico curante ha ripetuto a ogni interlocutore: «Resta vigile e lucida». Su Emma Bonino ricoverata, per tutta la serata di lunedì, questa è rimasta l'unica informazione davvero confermata.

Corridoio deserto di un reparto ospedaliero di notte, barella vuota lungo la parete e una porta socchiusa illuminata in fondo
Il trasferimento in terapia intensiva è arrivato intorno alle 20 di lunedì, a scopo precauzionale: da lì in avanti su Emma Bonino ricoverata non sono più circolate voci, ma bollettini. · Immagine generata con IA

Emma Bonino ricoverata al Santo Spirito: la cronologia di lunedì sera

I tempi sono stretti e vale la pena fissarli. Intorno alle 18 l'ex ministra degli Esteri arriva al pronto soccorso del Santo Spirito per una crisi respiratoria. Intorno alle 20 i sanitari decidono il trasferimento in terapia intensiva, per monitorarne i parametri. Nel mezzo, il medico personale Claudio Santini diffonde l'unica informazione verificata della serata: «Sono in corso gli accertamenti e una valutazione dei parametri a seguito di un peggioramento della funzionalità respiratoria. Resta vigile e lucida».

Ancora in serata, però, i collaboratori presenti in ospedale precisano un dettaglio che quasi nessun titolo ha raccolto: «Non c'è ancora una diagnosi». Il quadro clinico, cioè, era in corso di definizione mentre le agenzie stavano già scrivendo che cosa fosse successo. La sequenza di Emma Bonino ricoverata al Santo Spirito è dunque semplice: pronto soccorso alle 18, terapia intensiva alle 20, nessuna diagnosi prima di notte.

Il bollettino ufficiale arriva soltanto martedì mattina, e ha il tono asciutto dei documenti scritti per non essere interpretati: «Emma Bonino da ieri sera è ricoverata al Santo Spirito in terapia intensiva a scopo precauzionale: i sanitari curanti dell'ospedale, in contatto con il medico personale di Bonino Claudio Santini, hanno appena riferito che le condizioni, per quanto delicate, restano stazionarie. La paziente è cosciente e i parametri cardiocircolatori e gli scambi respiratori sono accettabili».

Il bollettino medico, in Italia, lo ha inventato lei

Il 12 gennaio 2015 Emma Bonino andò ai microfoni di Radio Radicale e lesse una dichiarazione che non le era stata chiesta da nessuno. «Recentemente mi sono sottoposta a dei controlli medici di routine che però hanno evidenziato la presenza di un tumore al polmone sinistro», disse. Poi aggiunse i dettagli che di norma non si danno: «Si tratta di una forma localizzata e ancora asintomatica, ma ciononostante richiederà un trattamento lungo e complesso di chemioterapia che è già stato iniziato e che durerà almeno 6 mesi».

In quella stessa dichiarazione c'era una richiesta rivolta ai giornalisti. «Il primo è rivolto agli operatori dei media: vi pregherei di rispettare questa situazione senza mettersi a fare indagini o robe varie.» E c'era la frase che sarebbe diventata la più citata: «Io non sono il mio tumore e voi neppure siete la vostra malattia».

Quattro mesi dopo, il 21 maggio, tornò allo stesso microfono. E questa volta usò letteralmente la parola. «Il bollettino medico contiene una buona notizia, perché gli esami clinici e la tac fatti in questi giorni evidenziano una disapparizione di ogni evidenza di cancro.» Poi si corresse da sola, citando il documento: «So bene che, come scrive il bollettino, è solamente una tappa».

È il punto che rende questa vicenda diversa da un normale aggiornamento sanitario. Nel 2015 il bollettino su Emma Bonino esisteva già — e a leggerlo in diretta era la paziente. Infatti, nel pezzo che abbiamo dedicato al Parkinson di Franceschini, la data del 2015 compariva come lo spartiacque oltre il quale la malattia dei politici italiani smette di essere un segreto di Stato. Quello spartiacque porta il suo nome. Oggi, con Emma Bonino ricoverata e impossibilitata a parlare, quello stesso strumento torna — rovesciato.

Emma Bonino ricoverata, e stavolta il bollettino lo legge un altro

La differenza del 2026 sta tutta nella voce. Il documento è lo stesso strumento, la richiesta ai media è quasi la stessa, ma a pronunciarla non è più lei. È il suo medico, ad Adnkronos: «In queste ore stanno uscendo notizie incontrollate di tutti i tipi: condizioni critiche, terapia intensiva e altro. E quindi nel rispetto della privacy di Emma Bonino e della sua famiglia abbiamo deciso che le uniche informazioni sul suo stato di salute saranno diramate dalla sua segreteria personale attraverso dei bollettini realizzati sulla base di quanto verificato dai medici che l'hanno in cura e in raccordo con me».

Un dettaglio, tuttavia, impedisce di leggere Emma Bonino ricoverata come una semplice sostituzione di voce. Secondo Il Fatto Quotidiano, la decisione di diramare bollettini «è stata presa da Bonino e dalle persone a lei vicine». Anche da un letto di terapia intensiva, quindi, la forma della comunicazione resta una sua scelta. Undici anni e otto mesi dopo Radio Radicale, il protocollo non le è stato applicato: se l'è applicato.

Le ore di vuoto che hanno prodotto le «notizie incontrollate»

Le prime notizie su Emma Bonino ricoverata sono uscite tutte nella finestra fra il ricovero e il primo bollettino, e vale la pena guardarci dentro, perché è la dimostrazione pratica del problema. Lunedì sera, nella stessa mezz'ora, le agenzie italiane hanno raccontato due fatti diversi: alcune davano la leader radicale già trasferita in terapia intensiva, mentre Askanews titolava che si trovava al pronto soccorso e «non è al momento ricoverata». Nessuna delle due era malafede: semplicemente, il trasferimento stava avvenendo in quel momento.

C'è però un'ironia che merita di essere segnalata, e nessuno l'ha segnalata. Fra le «notizie incontrollate» che Santini elenca martedì mattina compare anche «terapia intensiva» — cioè una circostanza che il bollettino ufficiale, diffuso poche ore dopo, conferma per intero. Sulla vicenda di Emma Bonino ricoverata, insomma, la smentita e la conferma convivono nello stesso ciclo di notizie. Quindi il problema non era il contenuto, ma il fatto che quel contenuto circolasse senza una fonte in grado di garantirlo.

Cortile porticato di un antico ospedale romano al crepuscolo, con pozzo di pietra al centro e arcate in travertino
Il Santo Spirito in Sassia, sul lungotevere: qui Emma Bonino ricoverata lunedì sera era già stata assistita nell'ottobre 2024 e di nuovo alla fine del 2025. · Immagine generata con IA

Emma Bonino ricoverata: che cosa dicono davvero i precedenti clinici

Sulla storia sanitaria conviene procedere con prudenza, perché è il punto in cui molte ricostruzioni scivolano. Emma Bonino ricoverata oggi non lo è per il tumore del 2015: il microcitoma polmonare diagnosticato in quel gennaio non è la vicenda di queste ore. Nell'ottobre 2023, ospite di Belve su Rai 2, Bonino disse di essere guarita, in attesa soltanto di un'ultima TAC di conferma.

Quel che si ripete dal 2024 — ed è la ragione per cui Emma Bonino ricoverata torna in terapia intensiva — è invece di natura respiratoria. Nell'ottobre 2024 c'era già stato un ricovero al Santo Spirito, anche in terapia intensiva, per problemi respiratori. Alla fine del 2025 un malore aveva portato a un secondo ricovero, con trasferimento al San Filippo Neri e dimissione dopo circa una settimana: in quell'occasione i medici attribuirono l'episodio a un problema metabolico ed esclusero esplicitamente una recidiva del tumore.

Su quel ricovero, peraltro, le fonti non concordano: LaPresse lo colloca all'1 dicembre 2025, l'ANSA parla di novembre. La discrepanza non è stata rettificata da nessuno e la riportiamo così com'è. Soprattutto, come nota Linkiesta, le informazioni diffuse su questo ricovero «non stabiliscono un collegamento» fra il tumore del 2015 e l'attuale peggioramento respiratorio. È una cautela che vale la pena tenere.

La quarta tappa di un'estate di diagnosi rese pubbliche

Con Emma Bonino ricoverata si chiude un cerchio cominciato a luglio. Clemente Mastella aveva parlato della propria salute dall'altare di Benevento il 2 luglio; Di Battista a Cuba era finito in ospedale per un malore il 29 agosto; Dario Franceschini aveva rivelato il 31 agosto un Parkinson diagnosticato nel novembre 2020. Quattro casi in dieci settimane, tutti raccontati in pubblico; e con Emma Bonino ricoverata al Santo Spirito la serie torna al punto da cui era partita.

Le reazioni a Emma Bonino ricoverata, infine, hanno seguito lo stesso copione bipartisan. «La vicinanza mia personale e di tutta la comunità di Azione ad Emma Bonino. Tieni duro», ha scritto Carlo Calenda. «Un augurio di pronta guarigione a Emma Bonino. Forza Emma. Ti siamo vicini», ha aggiunto Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato. Nel gennaio 2015, sotto la prima dichiarazione a Radio Radicale, l'hashtag che girava era #ForzaEmma: undici anni dopo, le parole sono rimaste quelle.

Commissaria europea dal 1995 al 1999, ministra nel governo Prodi e agli Esteri con Letta, parlamentare fino al 2022, protagonista delle battaglie su divorzio e aborto negli anni Settanta: la biografia è nota. Meno nota è la voce che oggi parla per lei: quella del bollettino che oggi la riguarda. Ed è forse la sua eredità più discreta: aver stabilito che, su queste cose, si parla con i documenti. Anche quando a firmarli deve essere qualcun altro.

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